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Ultimo treno da Paternò


L'arrivo verso la fine del 2007 di alcune foto in galleria, scattate da Claudio Conti e ritraenti una tradotta allestita per il trasferimento di alcuni carri merci rimasti nella stazione di Paternò, al fine di sgombrarne definitivamente il piazzale, mi diedero l'impulso di realizzare un articolo dedicato alla linea Motta S.Anastasia-Paternò-Regalbuto.
Ricevuto il preziosissimo ed entusiasta supporto dell'autore delle foto stesso, sono andato a sintetizzare le informazioni reperite da varie fonti, creando un filo conduttore fotografico che univa la testimonianza dell'ultima tradotta e rilievi lungo la linea, con ricordi degli ultimi servizi "regolari" ritrovati attingendo nel grande archivio della galleria, per rendere omaggio e memoria di una linea ferroviaria che andava a cessare definitivamente la sua attività.
Nell'ambito del lento ripristino dei contenuti del vecchio forum quindi, molto volentieri ripropongo questo articolo. Buona lettura !
Ultimo treno da Paternò.
L'atto conclusivo della storia della Motta S. Anastasia - Paternò - Regalbuto
Testo : Walter Canciani con la consulenza di Claudio Conti- 20 dicembre 2007
Contributi fotografici di Claudio Conti, Fabrizio Montignani, Vincenzo Tomasello e John Copsey
© TrainZItaliaFoto 2007


Il giorno 6 dicembre 2007, una locomotiva isolata, la D.343.1006, dopo aver effettuato l'invio da Bicocca (CT) a Motta Santa Anastasia, si è inoltrata lungo la linea verso Paternò, sul cui piazzale erano ricoverati ancora alcuni carri merce, per recuperarli e formare così una tradotta verso lo scalo catanese.

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La D.343.1006 impegnata in alcuni caratteristici tratti di linea - Claudio Conti

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Lo sgombero del piazzale, con la partenza della tradotta, composta da 22 veicoli, dopo le necessarie manovre di formazione treno, è in pratica il preludio alla definitiva cessazione del servizio sulla Motta S.Anastasia - Paternò, ultimo tronco ancora attivo della originaria linea che si spingeva fino a Regalbuto.

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Pronti alla partenza e in transito a Ritornella - Claudio Conti

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L'originaria linea, costruita in due riprese (1934 inaugurazione del tronco Motta S.A. - Paternò, 1952 tronco Paternò - Regalbuto), si snoda lungo il percorso Motta Santa Anastasia (stazione di diramazione dalla Catania - Palermo) - Ritornella - Agnelleria - Paternò-San Marco - Schettino-Santa Maria di Licodia - Mandarano - Carcaci - Leto - Sparacollo - Regalbuto, per un totale di km 53 circa.

Nata almeno nelle intenzioni come "antagonista" a scartamento ordinario della Circumetnea a scartamento ridotto, il traffico passeggeri non ebbe particolare fortuna, in virtù di un miglior servizio offerto dalle autocorse e dalla vicina Ferrovia Circumetnea, sia per una certa distanza tra centro abitato e stazione.

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L'ultima tradotta in alcuni caratteristici scorci nei dintorni di Agnelleria Paternò - Claudio Conti

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Il traffico passeggeri con gli anni calò in maniera inesorabile, specie con la limitazione ad inizio anni '70 del servizio alla località Sparacollo, tanto che la linea finì nella famigerata lista dei "rami secchi" stilata dall'allora ministro dei trasporti on. Claudio Signorile alla metà degli anni 80.

Così, come si legge anche nel Fascicolo Linea, con il DM 3285/85 si ha la cessazione del servizio viaggiatori (l'ultimo viaggio di una automotrice è datato 31 dicembre 1985), che però non coincide con un taglio "definitivo" della linea, che rimane regolarmente armata e atta alla circolazione merci, che continua seppur in regime di manovra in osservanza degli specifici articoli della P.G.O.S.


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Le Fiancate di Linea nei due sensi di marcia, tratte da una recente edizione del FCL 155 di RFI

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Le velocità della tratta


Le velocità della tabella di qui sopra, anch'essa tratta dal FCL 155, in realtà non son mai raggiunte dalle tradotte impegnate, vista anche la disabilitazione di buona parte dei passaggi a livello, per cui è prescritto l'attraversamento con marcia a 4 km/h e la presenza di alcuni PL muniti di barriere non automatiche, per il cui attraversamento è prescritto che l'agente di scorta scenda dal locomotore, effettui la chiusura, attenda il transito dell'intera colonna per poi riaprire le barriere ed infine riprendere il proprio posto sul rotabile di trazione.

L'armamento posato poi faceva il resto, con la limitazione piuttosto drastica delle velocità massime ammissibili in presenza di convogli dall'elevato peso assiale.

Come si nota poi e come è lecito attendersi, tutte le stazioni intermedie sono state chiuse e disabilitate, non risultando nemmeno quindi come località di servizio, citate solamente come riferimento delle progressive chilometriche di linea.

Si registra nonostante tutto una certa attività di tradotte, prima per il trasferimento di rotabili alienati in attesa di decoibentazione e demolizione, attestati nella stazione di Schettino ed in tempi più recenti grazie all'attività di coltivazione degli agrumi, concentrata specialmente nella stazione di Paternò.

Ripercorriamo idealmente l'intera tratta, con un "mix" di immagini di repertorio della nostra galleria e il frutto di una "ricognizione" in linea da parte di alcuni appassionati siciliani.

Si parte da Regalbuto, ormai priva del "ferro"...

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per passare a Carcaci...dove i binari ci sono, seppur inutilizzati...

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ed eccoci a Schettino, questa volta sul piazzale esterno...
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Si ritorna ora nella parte ancora esercitata, con alcune immagini delle tradotte che han mantenuto "vitale" quello che era stato ormai retrocesso ad un semplice raccordo.

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D.443 transita ad Agnelleria - F. Montignani

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D.443.1003 transita tra Ritornella ed Agnelleria verso Paternò, in contrada "Putticatazzu" - V. Tomasello

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D.443 transita presso l'ex stazione di Ritornella - F. Montignani

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D.443.1005 nella zona di Ritornella verso Motta- V. Tomasello

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Vicino ad un casello abbandonato verso Motta - F. Montignani

E con questo si conclude il breve viaggio su questa poco fortunata linea siciliana.

Per saperne di più : approfondimenti e link proposti

Dal sito TrenoDoc : una scheda dedicata alla linea Motta S.A. - Paternò - Regalbuto e l'indice delle schede dedicate alle linee siciliane.
La voce di Wikipedia dedicata alla linea.
Li chiamano rami secchi: da ilmondodeitreni.it una carrellata sul troppo spesso affrettato e poco lungimirante "allegerimento" della rete di metà anni '80 del secolo scorso.

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3 Commenti

Gran bel servizio su una linea che devo aver percorso nel lontano 1976, quando ero ufficiale medico a Catania. Già da allora il traffico passeggeri era comunque scarso e lento,per cui la linea era probabilmente un frutto nato morto.

Mi ricorda la stazione FS di Randazzo che faceva competizione alla stazione FCE, senza molto successo, Infatti fu chiusa. Ricordi che fanno male. Ma bellissimi immagini. Insomma 50% maliconia, 50% dolori.

 

Grazie per l´articolo nonostante tutto, e bello!

Grazie dell'articolo!Mi ricorda la locomotiva quando ero Aiuto Macchinista nel Genio a Chivasso!La 1006 insieme alla 1018 quando entravi in sala motori dovevi prendere il cannotto dall'olio motore che c'era.I Breda davano meno problemi:Se non ricordo male I Fiat erano a  8 cilindri (4 per parete) rispetto ai Breda che erano 6 per parte.Però un difetto comune a tutte le 343 e 443 è che quando si faceva l'avviamento del diesel bisognava buttare un occhio ai contattori di lancio del diesel G1 e G2 che avevano il problema di incollarsi e così facendo mandavano in corto circuito le batterie e pertanto ci si muniva della bandiera di segnalazione rossa e col manico in legno si cercava di aprirli.Tutte le volte era la stessa storia.Un altro difetto di quelle macchina erano i carrelli in quanto erano soggetti a crettature proprio sul cosidetto <collo d'oca>.E quando si faceva la "normale"che era una visita che faceva il PDM e che consisteva di verificare  tutto della locomotiva prima di uscire dal deposito,era proprio di verificare l'integrità dei suddetti carrelli.